PREMESSA 
Presentazione del libro. Venerdì 9 maggio u.s. è stato presentato a Fabriano il libro di Carlo Enrico Paciaroni “L’antica strada del sale – da Perugia ad Ancona”, che ho ricevuto in omaggio dal suo Autore. Ha partecipato all’evento Euro Puletti, che ha scritto molti articoli sull’ insediamento dei Templari nel territorio del monte Cucco.
Dall’introduzione riporto due spunti interessanti per capire subito l’importanza dell’argomento:
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“La strada del sale è ancora perfettamente riconoscibile come itinerario storico-culturale”
Oggi la possiamo identificare seguendo il percorso della statale 318 che parte da Perugia e termina a Fossato di Vico, Qui confluisce direttamente nella statale 76, ex via Clementina, che, dopo aver scavalcato il monte Cucco verso Fabriano, percorre la provincia di Ancona fino al capoluogo marchigiano. Originariamente però l’antica strada del sale al confine Umbria-Marche faceva registrare una variante perché l’attraversamento del monte Cucco non avveniva sul valico da Fossato a Fabriano. Come si può rilevare dal percorso indicato nella copertina del libro (vedi FIGURA) l’antica strada del sale toccava Gualdo Tadino e proseguiva verso Scheggia. Questo tragitto oggi è identificabile con la statale 3, via Flaminia. Il superamento del monte Cucco quindi avveniva passando dal territorio di Scheggia a quello di Sassoferrato. La strada proseguiva poi verso Fabriano dove si ricongiungeva con l’attuale statale 76.
– “Nel medioevo aveva una valenza economica sia per il trasporto del sale, proveniente dalle saline dell’Adriatico, sia per il trasporto di qualsiasi altra merce dal porto di Ancona all’entroterra umbro-marchigiano”.
Oggi il progetto per la valorizzazione di questo percorso, che va da Perugia ad Ancona, rappresenta un grande potenziale attrattivo soprattutto sotto il profilo turistico per la straordinaria varietà dei paesaggi, per la bellezza degli insediamenti abitativi, per il prestigio del suo patrimonio culturale.
Il progetto elaborato a Casacastalda. Nel settembre 2021 in questa frazione del Comune di Valfabbrica si è tenuto un incontro con i rappresentati di alcune associazioni Proloco e di alcuni Comuni umbri attraversati dall’antica strada. È stato redatto un progetto per approfondire la sua conoscenza e per valorizzare il patrimonio che si può scoprire lungo il percorso.
E’ un percorso che propone una peculiare identità storica e culturale. Infatti prospetta sia la riscoperta delle tracce e dei reperti relativi alla civiltà templare, sia i valori artistici, paesaggistici, artigianali dell’attuale territorio e dei suoi insediamenti.
I TEMPLARI
L’Ordine dei Cavalieri del Tempio fu fondato in Terra Santa, al termine della prima Crociata, per difendere i pellegrini che si recavano a Gerusalemme. Dal nucleo originario si espansero rapidamente oltre che in Terrasanta anche in Europa. L’Ordine fu riconosciuto dalla Chiesa nel 1129. Con Bolla pontificia fu concessa loro l’indipendenza nei confronti delle Istituzioni ecclesiastiche, essendo soggetti soltanto all’autorità papale. Erano vincolati alla Regola dell’Ordine e ai voti di castità, obbedienza e povertà. I nuovi membri dovevano donare il denaro e i beni posseduti. Il patrimonio crebbe a dismisura grazie alle ingenti donazioni finanziarie, agricole, immobiliari che ricevettero nel corso del tempo.
Il tramonto dell’Ordine iniziò lentamente dopo alcune gravi sconfitte subite in Terrasanta, che furono costretti a lasciare. Venne meno quindi il compito primario inerente la difesa dei pellegrinaggi.
Nel 1307 Filippo il Bello re di Francia dette avvio ai primi processi, con accuse false, e si appropriò delle loro ricchezze. Su pressione del re papa Clemente V soppresse l’Ordine nel 1312 e decretò la confisca dei loro beni. La conoscenza della loro storia è derivata in gran parte dagli atti dei processi, perché i loro documenti furono distrutti completamente.
Il processo ai Templari di monte Cucco. I processi ai Cavalieri del Tempio furono azioni di repressione, vere proprie persecuzioni. Il glorioso Ordine dopo due secoli di storia fu soppresso e tutti i loro beni vennero trasferiti o incamerati.
La precettoria di Perticano fu l’ultima in Italia ad essere colpita dall’Inquisizione. Il processo ai Templari di monte Cucco venne celebrato a Gubbio nel 1310. Il tribunale ecclesiastico concesse le sue vaste proprietà all’Ordine degli Ospitalieri di san Giovanni.
L’ANTICA STRADA DEL SALE
Da Perugia ad Ancona in epoca medievale. Il percorso, lungo oltre 100 chilometri, cominciava dalla Porta del Sole nel contado retto dai Templari, uno dei tre Ordini cavallereschi allora presenti a Perugia. Nei pressi della porta c’era il primo luogo d’interesse: la Chiesa templare di San Bevignate. Attraversato il Tevere sul ponte Valleceppi, si raggiungeva il comprensorio di Massa d’Arna, un vasto possedimento concesso ai Templari da Gregorio IX dopo averlo espropriato ai monaci Benedettini Cistercensi. Qui si trovava l’Abbazia di San Giustino d’Arna.
La strada toccava il Castello di Casacastalda, una frazione del Comune di Valfabbrica, e proseguiva verso Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Sceggia. Dopodiché entrava nell’ampia area del monte Cucco al confine tra l’Umbria e le Marche.
I Templari a monte Cucco. Le falde del monte Cucco, che costituisce una cerniera divisoria tra la provincia di Perugia e quella di Ancona, nel medioevo erano interessate da consistenti insediamenti abitativi dei Templari, sia nel versante umbro che in quello marchigiano. In questa vetta dell’Appennino centrale sono rimaste molte tracce della loro presenza, testimoniate da chiese, abbazie, castelli ed altri reperti.
Sul versante orientale la precettoria di Perticano, frazione del comune di Sassoferrato nelle Marche, era la sede di maggiore rilevanza storica.
Era bagnata dal torrente “Rigo Petroso” oggi Rio Freddo, che tracciava il confine tra le due Regioni. Pertanto l’abitato e il territorio di pertinenza si trovavano sotto due diverse amministrazioni politiche ed ecclesiali. La sede centrale della precettoria si suppone che coincidesse con la chiesa di San Patrignano, citata come parrocchia di Sassoferrato. Un cabreo nell’ archivio comunale, che riporta l’ elenco dei beni posseduti, risale al 1457 cioè prima che fosse riedificata la chiesa primitiva. Chiamata all’origine “Chiesa di Rivopetroso”, in un archivio dei Cavalieri di Malta è riportata la descrizione delle sue dimensioni in “piedi” (lunghezza 32, larghezza 17, altezza 12).
Virginio Villani nel suo libro “Sassoferrato, il castello e il territorio dalle origini all’età comunale” riporta un disegno della chiesa in cui è riprodotta anche la sua pianta.
A Perticano lungo il corso dell’impetuoso Rio Freddo era collocato un mulino per la macina dei cereali, i cui ruderi si trovano tuttora vicino al ponticello che scavalca il torrente. Le sue acque venivano sfruttate per l’allevamento dei pesci con uno sbarramento che creava un piccolo invaso artificiale.
Nella precettoria di Perticano era compresa la frazione di Casalvento del comune di Sassoferrato, dove si trova un edificio fortificato con relativa Torre, in cattivo stato di manutenzione.
Lungo il percorso da Perticano a Pascelupo, deviando a destra, inizia una strada a serpentina che s’inerpica fino a Montebollo, frazione del comune di Scheggia. Dalla relativa documentazione sappiamo che nell’abitato c’era una Domus patrizia. In questa località era coltivata una grande vigna, che, nonostante l’altezza, beneficiava dell’assolato versante del monte.
A Pascelupo, nella zona umbra della precettoria, si trovano tuttora due grandi complessi religiosi appartenuti ai Templari: l’Eremo di San Girolamo e l’ Abbazia dei Santi Emiliano e Bartolomeo in Congiuntoli.
Un’altra sede templare nell’area del monte Cucco era situata sul versante occidentale, nei pressi di Purello, frazione di Fossato di Vico. Dalla documentazione della Diocesi di Nocera Umbra sappiamo che era una diretta emanazione dell’Abbazia templare di San Giustino d’Arna.
I documenti attestano inoltre con certezza l’origine templare della Chiesa di Santa Croce de Culiano, costruita nel 1297. I terreni di pertinenza erano delimitati da cippi con incisa la croce templare. Due cippi sono conservati in un piccolo museo a Fossato di Vico.
I TEMPLARI NELLE MARCHE
Due specifiche pubblicazioni sono state scritte da:
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Carlo Castagnani “Templari e Ospitalieri nelle Marche”
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Mauro Ferretti “Pievi, abbazie e insediamenti templari in terra marchigiana”
Nella Regione Marche i Templari avevano molti insediamenti, principalmente lungo le strade dei pellegrinaggi dirette verso il porto di Ancona,importante scalo per la Terrasanta. Oltre all’itinerario litoraneo un altro fondamentale percorso era quello che attraversava la provincia di Ancona.
La documentazione diretta è scarsa ma la loro presenza è attestata dalla simbologia che troviamo soprattutto nei luoghi di culto.
Nella provincia di Ancona la più importante sede era la precettoria di Osimo. In località Casenuove è tuttora presente la chiesa di San Filippo del Piano. Documentazioni storiche attestano che nel 1187 i Templari avevano il possesso della vasta e fertile area attraversata dal fiume Musone, allora navigabile fino all’Adriatico. Ad Osimo reperti templari si trovano anche negli ipogei sottostanti la città.
Sempre in provincia di Ancona tracce di altre sedi templari, oltre quella di Osimo, le troviamo lungo l’antica via del sale a Sassoferrato, Fabriano, Serra San Quirico, Jesi e nella zona del Conero.
Fabriano Storica e i Templari.
“Fabriano Storica” è un’istituzione rivolta a promuovere e valorizzare attraverso un sito internet il patrimonio storico e culturale della città e del suo territorio. È stata fondata da Aldo Pesetti, che nel maggio scorso ha preso parte alla presentazione del libro di Carlo Enrico Paciaroni.. Nella raccolta di Fabriano Storica alcune pagine sono dedicate a questo argomento.
Un interessante articolo è stato scritto da Federico Uncini “Le vie dei pellegrini tra Marche e Umbria”. Argomento attinente a quello dei Templari che tratta in modo particolareggiato dell’antico sistema viario marchigiano.
Un articolo di Enzo Puletti parla di una sede in località Vallefassa nel comune di Fabriano. Si può desumere indirettamente che risalisse ai Templari perché in un Codice vaticano è riferito che gli Ospitalieri di San Giovanni, possessori dei beni templari, qui avevano una “domus et ecclesia” nonché vasti possedimenti agrari.
Anche Aldo Pesetti avanza un’ipotesi indiretta della presenza templare nell’ex convento di Sant’Antonio. Sull’arco del portale della chiesa è scolpita una croce a “T” emblema dei Cavalieri del Tau, istituzione cavalleresca molto vicina ai Templari.
Concludo riportando un altro punto dell’introduzione del libro di Carlo Enrico Paciaroni:
“Per il suo carattere divulgativo la pubblicazione è rivolta principalmente ad orientare coloro che fossero interessati a scoprire le bellezze monumentali, enogastronomiche e paesaggistiche di questa fascia umbro-marchigiana ………”
Leggendo questo passo ho avvertito uno stimolo ad approfondire la conoscenza dei territori umbro-marchigiani attraversati dall’antica via del sale. L’impulso ha un sottofondo nella mia origine umbro-marchigiana, perché mia madre è nata a Spoleto, io sono nato a Fabriano.
Conosco bene i comprensori di Fabriano e di Sassoferrato, nonché l’area del monte Cucco, che ho frequentato allestendovi campeggi estivi con i miei amici di gioventù.
Firenze 14giugno 2025
SANDRO BOCCADORO
Socio di LabStoria






