Il Comitato della Società “Dante Alighieri” di Fabriano nel 1988 si fece carico di produrre un documentario storico-ambientale riguardante le abbazie, i castelli e le ville dell’Alto Esino. Il Comitato mi affidò il compito di dirigere l’operazione in collaborazione con alcuni esperti e con la partecipazione indispensabile del prestigioso operatore televisivo ANGELO ROSSI, mio caro e sincero amico dotato di un ingegno poliedrico e noto anche come raffinato orefice. Nel 1989 uscì la videocassetta dell’audiovisivo realizzato con il finanziamento della Cassa di Rispasrmio di Fabriano. Il Documentario riscosse un largo consenso di pubblico e fu giudicato opera esemplare per commento ed esecuzione. specialmente agli effetti didattici.
A nome e per conto del Comitato fabrianese della “Dante” proposi al presidente della Comunità Montana Alta Valle dell’Esino di abbinare il documentario al volume avente per titolo Abbazie e Castelli della Comunità Montana Alta Valle dell’Esino edito nel 1990. La validità della proposta si collegava al favorevole consenso di critica del pubblico e dei Comuni di Arcevia, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Genga, Matelica, Mergo, Rosora, Sassoferrato, Serrasanquirico che formavano il comprensorio della Comunità Montana, La proposta fu accolta favorevolmente e il presidente della Comunità Leandro Mariani fece riprodurre il video-documentario in DVD che usci nel 1991 con il titolo Nell’Alto Esino tra abbazie e castelli.
Il territorio del comprensorio formato dai Comuni dell’Alta Valle dell’Esino è tappezzato – in particolare il Comune di Fabriano – di piccoli insediamenti umani che fanno corona ai rispettivi centri urbani. Fabriano infatti è tappezzato di piccoli insediamenti umani che formano con i castelli e le ville un tipico tessuto ambientale marchigiano ricco di testimonianze storiche i cui segni sono ancora visibili nelle opere d’arte, nei monumenti architettonici e nella edilizia. Il tutto è un insieme di piccoli centri (ville e castelli) disseminati armonicamente nel caratteristico paesaggio montano e collinare ben localizzati nei punti strategici della zona secondo la logica della vita medioevale legata alle esigenze socio-economiche e alle necessità della difesa e della protezione delle popolazioni residenti. Ogni Villa, ogni Castello del Fabrianese si può dire che abbia una storia contrassegnata da episodi e da fatti spesso ricollegabili all’espansione e allo sviluppo del Comune di Fabriano, che dalle origini legò parte delle sue vicende e delle sue fortune al mondo rurale che lo circonda instaurando tutta una serie di rapporti e di relazioni fra citta e campagna, La civiltà di questa zona non è concentrata in un grande unico agglomerato cittadino , ma è diffusa in tanti piccoli centri rurali che presentano una fisionomia abbastanza omogenea, una matrice socio-culturale di fondo piuttosto comune anche se le diversificazione lasciano lo spazio sufficiente per dare a ciascuno una propria irripetibile identità. Ci troviamo di fronte ad un tessuto extra urbano a larghe maglie che assume però un grande valore d’insieme sia dal punto di vista storico che ambientale. Si è così accumulato, attraverso i secoli, un consistente patrimonio formato da beni culturali e ambientali di cui l’UOMO può oggi disporre come potenziale per migliorare le proprie condizioni e da cui può trarre, con un uso razionale, adeguati e notevoli vantaggi.
Sono sempre più convinto che le ville e i castelli che circondano la città di Fabriano e che chiamiamo con il nome generico forse improprio di frazioni sono una miniera di beni culturali e ambientali avente valore di civiltà. Le abbazie, le chiese, l’edilizia antica, le mura dei fortilizi, le torri, i monumenti architettonici, le opere d’arte identificate e da identificare mediante una precisa ricognizione e quindi con opportuno censimento a tappeto di tutto il territorio comunale, sono gli aspetti essenziali e qualificanti di tutti questi piccoli centri storici rurali, espressione concreta di quei valori antropici che si sono affermati in tutta la zona creando un ambiente in cui la natura, intesa come componente dell’habitat , ha giocato il ruolo determinante facilitando lo sviluppo di insediamenti e strutture nate a misura d’uomo.
Nel comprensorio fabrianese c’è materia sufficiente e stimolante per programmare la tutela culturale e ambientale in modo ordinato e uniforme, secondo fasi che dalla ricerca passano alla catalogazione, alla conservazione , alla valorizzazione e quindi alla loro gestione ad uso collettivo.
Bisogna infine stabilire l’equilibrio fra le due entità, fra i due mondi quello cittadino e quello rurale che restano assurdamente divisi anche se l’uno ha bisogno dell’altro, anche se dovrebbero coesistere in perfetta simbiosi con cui si può giungere a scoprire specifiche funzioni ed è proprio lo sviluppo della cultura che può rimuovere le ombre che per lungo tempo hanno oscurato i segni e le testimonianze della nostra civiltà contadina.
Il filmato che oggi verrà proiettato illustra gran parte dei luoghi e del territorio studiati nel volume edito dalla Comunità Montana. Nelle due realizzazioni, una audiovisiva e l’altra editoriale, c’è uno scopo comune che è quello di promuovere agevolmente la conoscenza di una zona con una sua inconfondibile facies mai interamente offerta In questo senso si orientano i contenutiti del citato volume elaborato con impegno e rigore da tredici professionisti e ricercatori di collaudata esperienza, ma con un intento teso ad ampliare il più possibile la fascia dei lettori che vogliono attingere ad una fonte di informazione attendibile, circostanziata, didatticamente valida con tutte le carte in regola per essere un utile ed originale contributo di cultura storica e uno strumento di consultazione che arricchisce la bibliografia locale e regionale.













