ENRICO BOCCI E RADIO CORA
Premessa – Poco tempo fa ho ascoltato una trasmissione di RADIO FAB condotta da Ilaria Venanzoni e Mauro Allegrini. Hanno rievocato un episodio della Resistenza antifascista fiorentina incentrata su Enrico Guido Bocci, uno dei principali protagonisti.
Le sue origini familiari risalgono all’entroterra marchigiano. Infatti il nonno Emidio è nato nella frazione di Collamato del Comune di Fabriano. Mazziniano, prese parte al Risorgimento italiano e nel 1860 fu membro della Giunta provvisoria di governo della città.
A Fabriano sono dedicate a Enrico Bocci una via del centro, una lapide la cui iscrizione è attribuita a Piero Calamandrei, una targa nel Sacrario dei Caduti presso il cimitero di Santa Maria. Inoltre “Fabriano storica”, Istituzione culturale promotrice del patrimonio cittadino, ha inserito il suo nome nella “Galleria Personaggi”.
Riporto un passo tratto dalla premessa del libro di Gilda Larocca “La Radio CORA di piazza d’Azeglio” edizione La Giuntina – Firenze 2025. Il suo racconto di vita vissuta riporta in dettaglio i tragici eventi che hanno coinvolto i protagonisti della radio clandestina:
“ La Radio CORA di piazza d’Azeglio è il principale argomento di questo mio scritto ………. tratta le vicende di un piccolo gruppo di patrioti i quali, durante l’ultimo conflitto mondiale, armati della loro incrollabile fede nella libertà e nella giustizia, contro la dittatura nazi-fascista riuscirono a tenere in scacco la macchina poliziesca, lottando a fianco degli anglo-americani e contribuendo a sconfiggere in Italia la dittatura e le barbarie”
Gilda Larocca – Nel 1931 Errico Bocci assunse la giovane Gilda Larocca come segretaria nel suo studio di avvocato. Ben presto ella entrò in buoni rapporti con i componenti della sua famiglia.
Nel 1944 partecipò attivamente alla lotta della Resistenza collaborando con il gruppo clandestino di Enrico Bocci. Si rese disponibile per svolgere pericolosi incarichi. Oltre alla consegna della corrispondenza e al trasferimento dei messaggi da trasmettere, era incaricata di spostare l’apparecchio radio da una postazione all’altra per evitare che fosse intercettata la sua localizzazione. Tra i vari espedienti era solita nascondere la radio nella borsa della spesa, coperta da ortaggi del mercato. Pur consapevole aveva accettato di correre giornalmente il rischio della persecuzione..
Nel primo semestre del 1944 Gilda Larocca fece parte del gruppo che da piazza d’Azeglio operava clandestinamente in collegamento radio con la Resistenza toscana e soprattutto con il Comando anglo-americano dell’ VIII Armata che aveva sede a Bari.
Mercoledì 7 giugno, quando è stata scoperta la postazione di radio CO.RA in piazza d’Azeglio, fu arrestata insieme agli altri componenti dell’emittente clandestina. Dopo alcuni giorni di permanenza a villa Triste venne trasferita a Fossoli, frazione del comune di Carpi. Qui era allestito un campo di concentramento e di transito per ebrei ed antifascisti. Nel corso del trasferimento verso i campi di sterminio tedeschi, dopo una notte di pernottamento a Verona, riuscì a fuggire in circostanze fortuite insieme ai compagni di sventura Orsola Focacci e Carlo Campolmi.
Sopravissuta quindi alle tragedie della guerra, è l’Autrice del libro sopracitato, in cui fa una ricostruzione dettagliata delle tragiche vicende che hanno coinvolto i protagonisti di radio CO.RA.
Si è valsa delle sue dirette conoscenze e del resoconto di altri superstiti della Resistenza fiorentina,tra i quali soprattutto Carlo Ballario.
Enrico Bocci – Nacque a Firenze nel 1896. I componenti stretti della sua famiglia erano: il padre ingegnere Decio, la madre Bice Antonucci. Ebbe quattro fratelli e due sorelle,ma soltanto due sopravvissero nell’età adulta. Nel 1929 sposò Maria Mitzi di origine austriaca.
Partì volontario nella prima guerra mondiale. Tornato dal fronte si laureò in giurisprudenza nel 1820. Esercitò la professione di avvocato nel suo studio in via Ricasoli 26. Si dedicò anche all’insegnamento di materie giuridiche all’ Istituto tecnico-commerciale Duca d’Aosta, dove è intitolata a lui la sala della Presidenza.
Fu un tenace oppositore del regime fascista, insieme agli amici più cari: Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei, i fratelli Rosselli, Nello Traquandi, Ernesto Rossi. Fu promotore del movimento antifascista “Italia libera”, fondato nel 1924 subito dopo la morte di Giacomo Matterotti. In seguito ebbe parte nella pubblicazione e distribuzione di opuscoli e manifesti clandestini, nonché alla stampa del giornale clandestino “Non mollare”. Prese parte al movimento “Giustizia e libertà”. Nel 1942 entrò nel Comitato direttivo della sezione toscana del Partito d’Azione e assunse lo pseudonimo “Placido”. Nonostante le sue precarie condizioni di salute, non risparmiò le proprie energie fisiche ed intellettuali affrontando con fervore la lotta della Resistenza.
Tra i vari problemi era preminente quello della ricerca e della messa a disposizione dei locali per svolgere le riunioni clandestine, per nascondere i ricercati dalla polizia fascista, per occultare armi, equipaggiamenti, documenti e materiale propagandistico. Era un’esigenza organizzativa essenziale data l’intensità con cui venivano eseguite le perquisizioni.
Enrico Bocci ebbe il merito di organizzare in proprio un servizio di trasmissione, in parallelo con quello che aveva messo in atto il partito d’Azione: Radio Co.Ra acronimo di “Commissione Radio”. L’emittente rese un contributo fondamentale per la lotta clandestina in Toscana e per le forze militari anglo-americane che avanzavano sul fronte italiano. Ebbe un esplicito apprezzamento dal Comando della VIII Armata situato a Bari.
Il 7 giugno 1944 i nazi-fascisti irruppero nell’appartamento di piazza d’Azeglio mentre era in corso quella che è stata la sua ultima trasmissione. Trasportato a “villa Triste” subì crudeli torture. Nonostante le inumane sofferenze i persecutori non riuscirono ad ottenere da lui qualche rivelazione. Fu visto per l’ultima volta nella sua cella la notte tra il 17 e il 18 giugno da Giuseppe Cusmano, il quale, essendo sopravvissuto, ha potuto testimoniare le atrocità commesse sul suo corpo. E’ deceduto a seguito del supplizio, ma la salma non è stata mai ritrovata. A lui e ai suoi compagni Italo Piccagli e Luigi Morandi fu conferita una medaglia d’oro per meriti militari.
Molte testimonianze sul martirio di Enrico Bocci e dei suoi compagni sono emerse nel corso dei processi che si tennero nel dopoguerra ai componenti della “banda Carità”. Così era chiamato questo reparto di polizia speciale, con a capo Mario Carità, che operò anche nel covo di villa Triste.
Dopo la Liberazione molti militi della banda Carità vennero sottoposti a processo. Ai primi procedimenti che furono tenuti a Padova e a Lucca fece seguito quello definitivo nel 1953 alla Corte di Assise di Bologna. Furono emesse molte condanne, ma gl’ imputati beneficiarono della sopravvenuta amnistia.
Dal libro di Lucia Tumiati Barbieri “ Enrico Bocci. Una vita per la libertà. Testimonianze” – La Giuntina Firenze 2006 riporto un suggestivo ricordo del nipote Paolo Bocci:
“……. In un incubo mi ritrovai ai lugubri cancelli di Villa Triste,dove mia madre, con me bambino, si recava ogni giorno a trovarlo con le arance del nostro giardino, per farlo sentire un po’ in famiglia, diceva. E’ indelebile il ricordo del primo incontro in quell’antro infernale, mi apparve un volto massacrato, dai lineamenti irriconoscibili. Solo la sua voce pacata era immutata ………… Un giorno non ci permisero di entrare e ci intimarono di non tornare più ………. capimmo che il suo calvario era giunto a termine e non lo vedemmo più.”
La ristampa di questo libro (prima edizione 1969) è stata aggiornata integrandola con le notizie emerse quando è stato aperto “L’armadio della vergogna” nel quale era occultato anche un fascicolo su Enrico Bocci.
Radio CO.RA. di piazza Massimo d’Azeglio – Nel mese di settembre 1943, dopo la caduta del governo fascista, anche a Firenze si cominciò ad organizzare la Resistenza contro la Repubblica di Salò e l’esercito tedesco invasore. La sezione fiorentina del partito d’Azione svolse un’intensa attività clandestina. Tra le altre iniziative creò la prima stazione radio di Firenze con la definizione CO.RA. in collegamento con le formazioni partigiane. Vi furono addetti il fisico universitario Carlo Ballario, il capitano dell’aeronautica Italo Piccagli, lo studente di ingegneria Luigi Morandi.
Nel mese di gennaio 1944 Enrico Bocci venne a contatto con due agenti militari giunti a Firenze con una radio trasmittente: l’ufficiale Nicola Pasqualin e il radiotelegrafista Renato Levi che aveva lo pseudonimo “Pomero”. Erano stati inviati dal Comando dell’VIII Armata con il compito di stabilire un collegamento permanente aldilà del fronte di guerra. In accordo con il partito d’Azione Enrico Bocci attivò una seconda stazione radio CO.RA. formando un gruppo autonomo. L’attività ebbe inizio alla fine di gennaio con il messaggio convenzionale “L’Arno scorre a Firenze”.
Uno dei problemi più difficoltosi da affrontare era la ricerca dei locali che consentissero il posizionamento dell’antenna. Si dovevano distendere molti metri di filo, possibilmente sopra il tetto dell’edificio, cercando che non fosse avvistato.
La postazione radio, che veniva spostata spesso per evitare che fosse scoperta, ebbe l’ultima sede nell’ appartamento all’ultimo piano di uno stabile in piazza d’Azeglio.
L’attività di radio CO.RA, molto apprezzata dal Comando anglo-americano, fu considerata fra i migliori servizi ricevuti. In particolare venivano trasmesse informazioni inerenti la dislocazione delle linee tedesche sull’Appennino; il traffico ferroviario di truppe, mezzi e materiali militari; i principali obiettivi da bombardare; i luoghi per il lancio con paracadute di uomini e armamenti.
Contribuì ad infliggere una pesante sconfitta all’esercito nazista grazie la segnalazione sui movimenti della divisione Goring. In base alle precise informazioni trasmesse la formazione militare tedesca, prima di raggiungere il fronte guerra, fu pesantemente bombardata mentre attraversava il territorio della Maremma.
Radio CORA fu scoperta ma non si è mai saputo con certezza se in seguito ad una delazione o perché individuata con i radiogoniometri.
La sera del 7 giugno 1944 i nazifascisti irruppero nell’appartamento di piazza d’Azeglio mentre era in corso una seduta di trasmissione. Luigi Morandi, che sostituiva il radiotelegrafista Pomero, cercò di reagire,ma fu ferito a morte. Enrico Bocci e tutti i presenti furono arrestati e condotti a villa Triste. Alcuni furono torturati e uccisi, altri dopo la tortura vennero avviati verso i campi di sterminio tedeschi.
Dopo qualche giorno d’interruzione il servizio di radio CO.RA riprese l’attività per mantenere il collegamento con il Comando militare di Bari. Continuò fino alla liberazione di Firenze (11 agosto 1944) a cura del C.T.L.N. con il radiotelegrafista Giuseppe Campolmi detto “Spartaco” capitano del genio. La principale sede clandestina era la soffitta della clinica Gherardi. Collaborarono anche i chimici Giovanni Speroni e Luigi Sacconi che misero a disposizione gli accumulatori disponibili nel loro Istituto universitario.
L’armadio della vergogna – Nel 1994 nella sede della Procura generale militare a Roma fu rinvenuto un armadio contenente documenti relativi ai primi accertamenti sugli eccidi perpetrati dai nazifascisti. Conteneva centinaia di fascicoli processuali “archiviati provvisoriamente” per motivi di opportunità politica.
L’opinione pubblica fu scossa dalle inchieste condotte dal giornalista Franco Giustolisi che pubblicò alcuni articoli sulla rivista L’Espresso e scrisse un libro in merito “Armadi della vergogna” edito da Nutrimenti – Roma 2004.
L’argomento è stato trattato a fondo anche nel libro di Mimmo Franzinelli “Le stragi nascoste” edizione Mondadori – Milano 2002.
Nel fascicolo 196 relativo alle vicende di Enrico Bocci sono riportate le denunce, le testimonianze e i nomi degli indagati.
Per concludere riporto le seguenti memorie che rendono merito ed omaggio a Enrico Bocci.
A Fabriano una lapide posta nel loggiato di San Francesco così recita: “…… con il nome di “Placido” tenne fede a questo nome anche dinnanzi al supplizio,rincorando i suoi compagni protetti dal suo silenzio ……”
A Firenze in via Gino Capponi nella palazzina dei Servi, un edificio dell’Ateneo fiorentino, è posta una delle varie targhe che nella sua città lo ricordano: “ La morte eroica di E.Bocci L. Morandi I. Piccagli non spense la voce libera di Radio CORA ……… riprese a trasmettere da questo Istituto di Chimica generale ad opera dei partigiani in lotta per la nostra libertà ……”
Nel giardino di piazza d’Azeglio lui e ai compagni di martirio Italo Piccagli e Luigi Morandi è dedicato un piccolo monumento (vedi figura) nella cui lapide è scritto: “…… sorpresi dai nazifascisti dopo resistenza torture inumane dettero la vita per gli ideali fino all’ultimo vivi di giustizia e libertà.” Presso il monumento vengono celebrate le manifestazioni ricorrenti per ricordare questi eroi civili della Resistenza che sono stati decorati con medaglie d’oro al valore militare.
In memoria di Enrico Bocci l’amico e collega Piero Calamandrei tenne un celebre discorso a Palazzo Vecchio nel 1947 alla presenza dl Presidente della Repubblica Enrico de Nicola. E’ riportato nel suo libro Piero Calamandrei – Uomini e città della Resistenza – edizione Laterza Firenze 2006. Nella prefazione Carlo Azeglio Ciampi specifica che la pubblicazione raccoglie discorsi e scritti dell’Autore, nonché famose epigrafi da lui dettate per i monumenti della resistenza. Tra queste è inserita la targa posta a villa Triste: “Non più villa Triste se in queste mura spiriti innocenti ….. vollero per riscattare vergogna per restituire dignità per non rivelare il compagno languire soffrire morire non tradire”.
Ho iniziato questo articolo riportando un passo dal libro di Gilda Larocca. Lo termino con un altro passo, quello con il quale si conclude: “…….. delle vittime di radio CORA restano le Medaglio d’oro e i nomi incisi in una lapide …….. posta nel giardino di piazza d’Azeglio davanti a quel palazzo n° 12 dove ebbe inizio la loro <via Crucis> …….. Un’altra lapide senza nomi , dettata da Piero Calamandrei, è apposta all’ingresso di <villa Triste> in via Bolognese, che ricorda tutti quelli che come loro ebbero la sventura di conoscerla da vicino e per tanti dei quali fu l’anticamera di una morte spietata.”
Firenze 10 maggio 2025
Sandro Boccadoro

Monumento ai Martiri di radio CORA in piazza d’Azeglio

Lapide in ricordo di Enrico Bocci a Fabriano sotto il loggiato di San Francesco

Palazzo in piazza d’Azeglio 12 sede di radio CORA al terzo piano






