
Questa memoria presenta una pagina dell’antica storia sentinate e fa rivivere la città romana interpretando l’immagine che gli archeologi hanno trasmesso con le ricerche più recenti. La fonte delle informazioni è riferibile a due pubblicazioni sull’argomento,curate da Maura Medri, edite da “L’Erma” di Bretschneider.
FIGURA 1
Le ricerche svolte nell’area archeologica si possono ripartire in tre fasi successive.
La prima fase inizia alla fine del XIX secolo, quando per costruire la ferrovia Fabriano-Urbino fu eseguito un taglio del terreno che attraversava centralmente l’area archeologica. Raniero Mengarelli,responsabile dei lavori,scoprì i resti archeologici che erano apparsi nelle due sezioni stratigrafiche della trincea,scavata per una larghezza di dodici metri.
La seconda fase delle ricerche si è sviluppata nel dopoguerra con gli studi di Laura Fabbrini (1954-60) e di Luisa Brecciaroli Taborelli (1974-78). Alla fine del XX secolo lo stato delle conoscenze, inerente i reperti archeologici ritrovati, riguardava: alcuni tratti della cinta muraria con la torre di guardia nell’angolo nord-ovest,la viabilità interna attestata dai cardi e dai decumani,l’insula del pozzo,la fonderia, le terme urbane e quelle estraurbane.
La terza fase ha avuto luogo nel primo decennio di questo secolo con le ricerche più recenti che sono state promosse da Luigi Rinaldi,quando era sindaco di Sassoferrato. Gli studi definiti “Progetto Sentinum “ sono stati coordinati da Giuliano De Marinis e Mara Silvestrini della Soprintendeza archeologica di Ancona e sono stati condotti da Maura Medri dell’Università di Genova con Sergio Rinaldi Tufi dell’Università di Urbino.
Il progetto ha comportato nuove campagne di scavo e indagini lungo le sezioni stratigrafiche della ferrovia. Inoltre sono state messe in atto tecnologie avanzate,le prospezioni magnetometriche,che hanno consentito di rilevare l’esistenza dei reperti archeologici ancora interrati nel sottosuolo dell’area. Sono state localizzate quattro strutture di cui due,il forum e l’area sacra,costituiscono elementi urbani fondamentali di tutte le città romane. Inoltre è stata individuata la posizione di un grande edificio di vita comunitaria e una probabile fontana monumentale.
Questo prezioso patrimonio sentinate è stato valorizzato con tre eventi significativi: nel 1994 l’istituzione del Parco archeologico; nel 2006 l’ampliamento e il riordino del museo civico comunale; nel 2008 l’organizzazione di un convegno internazionale, inerente le ricerche effettuate, con conseguente pubblicazione dei due volumi citati.
Per comprendere l’immagine della città romana evidenziata dagli archeologi seguiamo un filo conduttore che si sviluppa attraverso la disamina delle funzioni svolte nell’antica Sentinum.
La fondazione di una città romana era preceduta da una fase di pianificazione rivolta a progettare un apparato urbano in
grado di soddisfare tutte le funzioni – pubbliche, private,politiche, sociali- che nella futura città si sarebbero svolte. Lo studio urbanistico dell’antica Sentinum, per rivisitare la pianificazione originaria e il suo assetto urbanistico,è condizionato e limitato dal fatto che gli scavi fino ad oggi condotti hanno riportato in luce soltanto una piccola parte dei reperti architettonici rispetto all’estensione e alla complessità dell’abitato.
Tuttavia,oltre ai reperti evidenziati, le risultanze degli studi pubblicati e le ipotesi avanzate dagli esperti consentono di acquisire un’immagine complessiva del contesto strutturale urbano e la conseguente conoscenza delle funzioni quotidiane svolte nella città.
FIGURA 2
Le funzioni difensive sono attestate dai pochi resti delle mura ancora visibili lungo i margini del pianoro delimitato dal fiume Sentino e dal torrente Marena. Nella zona nord-ovest si trovano i ruderi di una torre difensiva,scoperta con le ricerche del 1954. Si possono vedere anche due locali annessi che erano a disposizione dei militi durante i turni di guardia. Il percorso della cinta muraria fu disegnato con buona approssimazione da Raniero Mengarelli alla fine del 1800. Su questo tracciato gli studiosi hanno ricostruito la planimetria generale dell’area archeologica. ( figura 3)
Attraverso le indagini magnetometriche è stato ricostruito il circuito murario con la disposizione delle cinque porte,in relazione alla viabilità interna. Oggi rimane soltanto qualche traccia della porta sud.
Funzioni civili. I nuovi scavi condotti nei primi anni del 2000 e le prospezioni magnetometriche hanno consentito di stabilire la posizione della piazza forense,collocata al centro dell’area e delimitata dal cardo e dal decumano massimi. Come in tutte le città romane era il centro nevralgico nel quale si svolgevano attività politiche,amministrative,giudiziarie,economiche e dove si tenevano assemblee e mercati. Nel forum venivano edificati templi e grandi porticati,ornati da numerose statue.
Funzioni religiose. Ad ovest della piazza forense si trovava l’area sacra,al di là del cardo massimo. Comprendeva due edifici : un tempio ad alae e un tempio tetrastilo
Le necropoli erano dislocate lungo le direttrici viarie che partivano dalla cinta muraria. Nel museo civico di Sassoferrato sono conservate alcune urne cenerarie e l’ epigrafi delle tombe.
Funzioni ludiche. Le terme urbane,che furono scoperte nella campagna di scavo del 1960, sono visibili nei resti del calidarium. Andrea Cavallo ha ricostruito virtualmente l’edificio in tre dimensioni. FIGURA 4
Il grande complesso delle terme extraurbane, in località Santa Lucia,e è stato recuperato e riordinato nella campagna del 2002. L’intervento coordinato da Giuliano De Marinis e Mara Silvestrini,è stato condotto dalla Compagnia archeologica di Firenze. Luigi Palermo e Fabio Mosca hanno ricostruito virtualmente l’edificio termale , mettendo in evidenza: in alto la palestra con il suo porticato e in basso i vari locali termali.
FIGURA 5
Con le ricerche più recenti è stata avanzata l’ipotesi che Sentinum fosse dotata anche di un teatro,ubicato ad ovest della ferrovia. Questa supposizione può essere avvalorata dalla considerazione che i teatri erano edificati in tutte le principali città romane.
Le funzioni lavorative si possono individuare attraverso i resti di un’officina in cui si lavorava il ferro. Il reperto è definito la fonderia perché oltre agli arnesi di lavoro sono state trovate scorie di metalli fusi.
Funzioni abitative. Vaste aree di abitazioni private sono state definite con le indagini magnetometriche. Ma già le ricerche effettuate nella seconda metà del 1900 avevano messo in luce un complesso di edifici patrizi decorati con sfarzosi pavimenti a mosaico. Questo complesso abitativo è stato definito insula del pozzo, per la presenza di un pozzo idrico. FIGURA 6
La sede di una grande struttura abitativa comunitaria, edificio a portico, è stata individuata recentemente al di là della ferrovia.
Si tratta probabilmente di un collegio,che Fabiola Sivori ha ricostruito virtualmente FIGURA 7
Funzioni artistiche. L’arte del mosaico nel campo della cultura è l’espressione più significativa che sia stata tramandata. I mosaici pavimentali rinvenuti sono un elemento indicativo dell’alto tenore di vita dell’antica Sentinum. Alcuni mosaici son ancora in situ,altri sono stati rimossi e musealizzati.
Tra questi il famoso mosaico policromo di Aion ,rivenuto presso l’insula del pozzo nel 1800. Asportato da una domus patrizia,è oggi esposto nella glittoteca di Monaco di Baviera. La riproduzione a grandezza naturale si può ammirare in una sala del museo archeologico di Sassoferrato.
FIGURA 8
Infrastrutture. Il sistema viario interno era costituito dall’incrocio dei cardi con i decumani,come in tutte le città romane. Sono stati documentati i resti di cinque strade che affiorano sul piano campestre. Possiamo vedere il basolato formato da grandi blocchi di calcare bianco. Le carreggiate formano una leggera gobba per facilitare il deflusso delle acque piovane. Il decorso di altre vie è documentabile dalla presenza dei sottostanti condotti fognari, che scorrevano sotto il basolato.

La rete fognaria fu ampiamente descritta e illustrata nella documentazione redatta da Raniero Mengarelli. Con le ricerche effettuate nel dopoguerra è stata ulteriormente studiata ed evidenziata.
L’approvvigionamento idrico era assicurato prevalentemente attraverso i pozzi,riforniti abbondantemente essendo collocati in un territorio ricco di falde idriche perché compreso tra due corsi d’acqua,Sentinum e Marena. Si presume però che il fabbisogno fosse soddisfatto anche tramite acqua condottata.. Luisa Bresciaroli Taborelli rinvenne tratti di un acquedotto che captava le acque del torrente Marena in località Bientina. Il rifornimento di acqua condottata è documentabile inoltre da una tubatura “fistula plumbea” scoperta nell’ “edificio circolare” che probabilmente era una grande fontana monumentale.

La FIGURA 9 evidenzia in riepilogo la posizione di tutte le strutture urbane definite dagli archeologi,nelle quali si svolgevano le funzioni della vita cittadina che ho descritto,
Il Museo civico archeologico di Sassoferrato contiene molte testimonianze che contribuiscono a ricostruire l’immagine di una prospera città romana. Sentinum ha raggiunto l’apogeo del suo sviluppo e del benessere economico tra il I e il III secolo d. C. Gli allestimenti museali,che propongono aspetti salienti della società sentinate,sono dotati di pregevoli reperti: mosaici,sculture epigrafi,monete,medaglie,vasellame. Nelle vetrine sono esposti oggetti d’uso comune della vita quotidiana riferibili al culto della religione,alle arti e ai mestieri,alla caccia e alla guerra,alla vita domestica,agli ornamenti femminili.
La decadenza ebbe inizio nel corso del IV secolo d.C. a seguito delle invasioni barbariche. Le ultime testimonianze di vita dell’antica Sentinum risalgono al V secolo d.C. La città venne abbandonata progressivamente. All’esodo fece seguito il sabotaggio e la distruzione dell’abitato. I resti della fiorente città romana furono ricoperti da terra e vegetazione. Oggi sono visibili soltanto poche vestigia che affiorano sul piano campestre.
Dalla città ridotta ad un ammasso di rovine furono asportati molti materiali edili. Si possono ritrovare nei muri esterni della chiesa di Santa Lucia e nei pilastri dell’Abazia di Santa Croce. Le spoliazioni furono utilizzate anche per la fondazione di Sassoferrato in epoca medievale.
Dedico questa memoria all’ Associazione Sassoferratesi nel mondo” impegnata a promuovere i valori storici e le tradizioni del territorio sentinate.
Sandro Boccadoro






